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nov 09
Centro a Piedi nel Week-end. Piccolo reportage.
di Sandro Gulì
Il Comitato spazio Pubblico va a vedere come è andato il primo esperimento di chiusura dell'asse di via Maqueda alle auto. Pareri positivi e suggerimenti per migliorare.



L'amministrazione comunale ci ripensa e decide la chiusura nei week-end dell'asse viario da Piazza Verdi ai Quattro Canti. Noi del Comitato Spazio Pubblico Palermo siamo andati a vedere come è andata l'iniziativa.
Complice una insolita nebbia l'atmosfera del sabato sera a Palermo era irreale: la luce dei lampioni fendeva lo spazio vuoto e si rifletteva su un asfalto invaso pacificamente dai cittadini. Lo sbilenco asfalto di via Maqueda veniva solcato da incerti passi di pedoni che normalmente affrettano il loro passo distratto. La nebbia amplificava il silenzio e finalmente si aveva una diversa percezione di uno dei luoghi più importanti della città.
 I cittadini, seppur ignari hanno accolto bene il provvedimento e spontaneamente hanno invaso  la carreggiata solitamente occupata dalle auto. Si sono riappropriati dello spazio pubblico per incontrarsi, chiaccherare, fare acquisti dimostrando che esite un bisogno diffuso di un diverso utilizzo degli spazi. Ma anche i commercianti erano favorevolmente sorpresi e per la maggior parte si sono dichiarati d'acordo con l'niziativa. Tutti concordavano sul fatto che la semplice chiusura è un primo passo che dovrebbe essere seguito da eventi che possano attirare persone  e creare una buona fruizione del luogo.





Stupisce la rapidità con la quale i cittadini utilizzano in modo diverso uno spazio che solitamente è destinato al flusso delle automobili e che quindi viene vissuto in modo distratto. Via Maqueda, specialmente, sembra normalmente un'anonima strada di periferia. A piedi, in bicicletta o con i pattini tutti cominciano a tracciare su quel vecchio asfalto nuove traiettorie.






 











Chiuso alle auto e restituito ai cittadini lo scenario urbano muta radicalmente e invita ad una nuova percezione di luoghi noti ma misconosciuti.  Edifici e negozi acquistano la loro vividezza e la lentezza del camminare permette di alzare lo sguardo e di sentirsi in uno spazio nuovo, ricco di stratificazioni e di presenze. Le facciate annerite dallo smog e l'asfalto sconnesso stridono con la cortina dei palazzi e invitano ad un completo rinnovamento. Tutti cominciano a fantasticare e pensare a come potrebbe diventare questo centro nevralgico della città. Certo la chiusura è solo una delle azioni da fare, servirebbe anche in questa fase sperimentale una maggiore pulizia e  una soluzione per gli arredi urbani.  Bisognerebbe poi avere un progetto complessivo per le iniziative e per gli eventi a carattere culturale. Naturalmente ci vorrebbero più vigili urbani.
Nel nostro giro ne abbiamo visti soltanto due  e questo ha reso la zona permeabile alle auto in molti punti

















Paradossalmente nel tratto dove i commercianti sono in disaccordo si registra la maggiore affluenza di cittadini a testimonianza del fatto che bisognerebbe superare vecchie e inservibili divisioni tra interesse dei commercianti e interesse dei cittadini. Colpisce poi il cratere dell'area Quaroni come uno squarcio in questo corpo segnato della città, come un luogo della rimozione e dell'insipienza.  Nel nosto giro abbiamo incontrato gli assessori all'urbanistica e al centro storico e ci hanno confermato la loro intenzione di mantenere la chiusura e di intensificare gli interventi con eventi e un piano per gli arredi urbani. Vedremo e riferiremo.
Comitato Spazio Pubblico Palermo.

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