Da più di un anno, come
Comitato, lottiamo affinché Piazza Bellini, ridotta a parcheggio (prima per i
consiglieri comunali ora per tutti) sia finalmente pedonalizzata e restituita
ai cittadini e ai turisti. Non perdiamo di vista il nostro obbiettivo e
continueremo a tenere viva lattenzione dei cittadini.
Nel
frattempo, però, lamministrazione comunale ha deciso di chiudere, nei fine
settimana, lasse viario tra piazza Croci e i Quattro Canti. Il C.S.P. non
soltanto giudica positivamente questo primo passo verso la pedonalizzazione ma
intende impegnarsi concretamente per rafforzare liniziativa. Non intendiamo
soltanto animare gli spazi pedonali ma
rivendicarne un diverso utilizzo e una valorizzazione, attraverso iniziative
di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e agli amministratori.
Per
questi motivi la nostra iniziativa Una
giornata in Piazza si
svolgerà in due tempi e in due luoghi. Sabato 28 novenbre, dalle 11:00
alle 15:00 in una Piazza Bellini chiusa alle auto sarà possibile:
visitare i monumenti, leggere il giornale, sostare sulle panchine appositamente
realizzate, giocare a carte, disegnare e colorare nel laboratorio artistico
dedicato ai bambini, farsi fotografare, giocare a ping-pong e a street football, leggere un libro,
passeggiare, assistere a piccoli spettacoli di teatro da strada, esprimere una
preferenza sullutilizzo futuro della piazza assistere a piccoli concerti
musucali. Sarà inoltre possibile aderire alla nostra campagna Piazza la tua
faccia. Anziché far firmare una petizione chiediamo ai cittadini di farsi
fotografare con lo sfondo della richiesta di pedonalizzazione.
Dalle 15:00 in poi alcune di queste
attività (lettura dei giornali, panchine, laboratorio per bambini, street
football, Piazza a faccia) si sposteranno in Via Maqueda a ridosso dei Quattro canti e resteranno fruibili dai
cittadini..
Si cercherà cosi di comunicare ai
cittadini che riappropriarsi di uno spazio pubblico significa difendere i
diritti fondamentali al benessere psico-fisico e valorizzare il nostro
patrimonio artistico e culturale e che la pedonalizzazione non è un evento
traumatico ma la naturale vocazione di alcune pezzi del nostro spazio in
comune.